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Giardino di Boboli
Il giardino di Boboli nasce come ideale proseguimento del cortile di Palazzo Pitti, acquistato nel 1550 da Eleonora di Toledo, moglie del duca Cosimo I de' Medici. L'Orto de' Pitti fu così ampliato e il progetto fu affidato a Niccolò Pericoli, detto il Tribolo.

Dopo la sua morte, nel corso del Cinquecento, molti architetti si avvicendarono nella direzione dei lavori del giardino, rispettandone la concezione iniziale: Davide Fortini, Giorgio Vasari, Bartolomeo Ammannati e Bernardo Buontalenti, creatore della Grotta Grande, uno dei capolavori di Boboli.

La decorazione della grotta fu realizzata con materiali naturali - stalagmiti, stalattiti, "spugne" - composti architettonicamente per dare vita ad una natura artificiale animata da giochi d'acqua. La collina alle spalle del palazzo fu suddivisa geometricamente disponendo in maniera simmetrica alberi e aiuole.

La grande cava di pietra ai piedi della collina fu trasformata in un anfiteatro verde. Il giardino fu arricchito da grotte artificiali, fontane e arredi scultorei.

Nei primi del Seicento, sotto la guida degli architetti Giulio e Alfonso Parigi, il parco fu esteso fino a Porta Romana con un grande viale di cipressi che conduce al Bacino dell'Isola. Nella Vasca dell'Isola è posta la Fontana dell'Oceano del Giambologna, realizzata nel 1576 per l'Anfiteatro e collocata qui nel 1636.

A sud del viale furono creati tre grandi labirinti e l'anfiteatro divenne un prestigioso luogo teatrale della Firenze barocca. In epoca lorenese vennero costruiti il Kaffeehaus, la Limonaia e la Palazzina della Meridiana.

Nel 1834, per l'apertura di un grande viale carrozzabile, furono distrutti i labirinti e molti viali rettilinei vennero trasformati in viali curvilinei secondo il gusto del giardino paesistico all'inglese. La vasta superficie verde suddivisa in modo regolare, costituisce un vero e proprio museo all'aperto, popolato di statue antiche e rinascimentali, ornato di grotte e di grandi fontane.