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Ponte Vecchio
Il più antico e più suggestivo ponte di Firenze è divenuto negli anni uno dei simboli più caratteristici della città.

Le sue origini affondano addirittura all'epoca romana in una versione in legno distrutta poi nel XII secolo. Fu ricostruito in pietra, ma una devastante piena lo smantellò nel 1345 e ricostruito su disegno di Taddeo Gaddi come testimonia il Vasari.

E' proprio a questa versione che risalgono le tipiche arcate e i portici nei quali furono poi costruiti gli spazi per le botteghe. Inizialmente occupato dai "beccai" (i macellai dell'epoca), le botteghe furono poi sostituite da quelle degli orefici per volontà di Ferdinando I che mal sopportava gli sgradevoli effluvi della carne lungo il suo passaggio.

La fisionomia definitiva del ponte si ebbe solo nel 1565, quando il Vasari portò a termine il suo corridoio che percorre il ponte per tutta la sua lunghezza.

Il ponte è interrotto nella metà da una grande terrazza sul cui lato di destra si può ammirare la fontana con il busto di Benvenuto Cellini, opera novecentesca di Raffaello Romanelli.

La bellezza e la tipicità di questo ponte gli valsero la salvezza anche nel corso della seconda guerra mondiale quanto fu l'unico di tutti i ponti fiorentini ad essere risparmiato dai bombardamenti. Ha resistito anche alla terribile alluvione del 1966, seppure gravemente lesionato.